Quando si valuta l'acquisto di un apparecchio acustico, il punto di partenza è quasi sempre il tipo di sordità e il livello di perdita uditiva registrato dal test audiometrico. Ma questi dati, da soli, non bastano a garantire un dispositivo davvero adatto a te.
Mancano informazioni altrettanto rilevanti:
- abitudini personali e lavorative;
- ambienti acustici frequentati abitualmente;
- sensibilità individuale ai rumori;
- preferenza sonora personale:
Quest'ultimo fattore è quello meno conosciuto, ma è tra i più determinanti per il comfort d'uso quotidiano.
Cos’è la preferenza sonora personale?
Uno studio di WSA (Widex Sivantos Audiology), che ha confrontato due diversi metodi di elaborazione del suono, ha rilevato che il 40% degli utilizzatori di apparecchi acustici ha una preferenza marcata per una specifica tipologia di elaborazione sonora rispetto a un'altra.
Gli apparecchi acustici moderni analizzano ed elaborano il suono in modo continuo, intervenendo su frequenze, voci, rumori ambientali e direzionalità. I produttori sviluppano questa elaborazione seguendo principalmente due approcci:
- Elaborazione nel dominio della frequenza
- Elaborazione nel dominio del tempo
Sono questioni tecniche che il paziente, giustamente, non conosce. Ma nella pratica quotidiana, la scelta dell'uno o dell'altro approccio incide direttamente sul comfort e sul piacere di indossare l'apparecchio acustico.
Nessuno dei due sistemi è "migliore" in assoluto: uno privilegia la precisione sulle singole frequenze, l'altro la rapidità di risposta alle variazioni del segnale nel tempo. Non esiste un apparecchio che massimizzi entrambe le caratteristiche insieme — è un compromesso tecnico:
- filtri più stretti garantiscono una maggiore precisione tra frequenze vicine, ma tempi di analisi più lunghi
- filtri più ampi donano una risposta temporale più rapida, ma minore risoluzione in frequenza
Dominio della frequenza
Il suono viene suddiviso in molte bande frequenziali distinte. Questo permette un lavoro molto selettivo su porzioni specifiche dello spettro sonoro: ad esempio separare meglio le voci dal rumore di fondo, o comprimere in modo molto mirato le frequenze fastidiose. Il costo di questa precisione sono le finestre temporali di analisi più ampie.
Dominio del tempo
In questo caso il banco di filtri cambia a seconda della frequenza, simulando il funzionamento dell'orecchio umano: bande più strette sulle basse frequenze (dove percepiamo meglio le differenze), bande più larghe sulle alte frequenze (dove la nostra percezione è meno fine). Il vantaggio principale è un minor ritardo nell'elaborazione del segnale, a scapito di una risoluzione in frequenza leggermente inferiore.
Cosa cambia per chi indossa l’apparecchio?
Come già detto non è che un approccio sia migliore dell’altro, ma l’approccio scelto dalla casa madre che produce gli apparecchi acustici determina poi tutte le “architetture sonore” del dispositivo. Per questo due dispositivi ugualmente validi e a parità di bontà di regolazione, possono restituire esperienze sostanzialmente diverse.
In particolare dalla ricerca di WSA le percentuali di preferenza emerse sono:
Preferenza | % Utenti |
Dominio della frequenza | 20% |
Dominio del tempo | 20% |
Nessuna preferenza netta | 60% |
Perché questo conta nella scelta dell'apparecchio acustico su misura?
Un apparecchio acustico su misura non è solo una questione di calco del condotto uditivo e regolazioni: significa anche far coincidere l'elaborazione del suono con il modo in cui la tua percezione uditiva funziona meglio. Un centro acustico che si limita al solo audiogramma rischia di consegnarti un dispositivo tecnicamente corretto ma non realmente confortevole.
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