Flashbang e LRAD:

cosa fanno davvero alle nostre orecchie

Recentemente online sono circolate diverse immagini e contenuti di proteste e manifestazioni in cui sarebbero state utilizzate delle “armi sonore” per disperdere la folla.

Essendo audioprotesisti, non entriamo nel merito della questione politico-sociale: ma tutto ciò che riguarda il suono e la salute uditiva ci affascina. Ecco quindi cosa secondo noi è importante sapere su flashbang e LRAD.

Due dispositivi che sfruttano il suono

Flashbang - granata stordente

Flashbang: il “pugno” di suono e luce

La granata stordente, nota anche con il nome inglese flashbang, produce un intenso lampo di luce e un suono impulsivo, pensati per stordire e disorientare momentaneamente chi si trova nelle vicinanze.

L’onda sonora dura pochissimo, solo qualche millisecondo, ma raggiunge picchi di pressione sonora nell’ordine dei 160-180 dB, paragonabili allo sparo di un’arma da fuoco di grosso calibro.

Per l’udito il problema principale è proprio la rapidità. Nell’orecchio medio c’è il muscolo stapedio, che si contrae per proteggerci dai rumori forti, ma ha bisogno di una frazione di secondo per attivarsi. Un’esplosione è più veloce di lui: l’energia raggiunge l’orecchio interno prima che il riflesso di difesa faccia in tempo a scattare.

Approfondimento: il muscolo stapedio

Lo stapedio è il più piccolo muscolo scheletrico del corpo umano. Si trova nell’orecchio medio e si attacca alla staffa, uno dei tre ossicini (martello, incudine e staffa).

Davanti a un suono forte si contrae e irrigidisce la catena degli ossicini, riducendo l’energia che arriva all’orecchio interno: è il cosiddetto riflesso stapediale (o riflesso acustico). Impiega però qualche decina di millisecondi per attivarsi, protegge soprattutto dalle frequenze basse e non regge esposizioni prolungate, perché il muscolo si affatica.

L’LRAD: un “faro” di suono​

Immagina una torcia, ma al posto della luce c’è il suono. L’LRAD (Long Range Acoustic Device) usa tanti piccoli altoparlanti che lavorano insieme per concentrare il suono in un fascio stretto e direzionale, che perde pochissima forza lungo il tragitto. Per questo può far arrivare un messaggio vocale chiaro a grande distanza oppure emettere un tono di avvertimento molto intenso, spesso su frequenze intorno ai 2-4 kHz: proprio quelle a cui il nostro orecchio è più sensibile.

Qui il rischio dipende da tre fattori: quanto è forte il suono, quanto si è vicini e per quanto tempo lo si ascolta.

LRAD (Long Range Acoustic Device)

Cosa succede all’orecchio con flashbang e LRAD

I due dispositivi producono suoni diversi, ma l’orecchio ne risente in modo simile: a cambiare è soprattutto il tipo di danno più probabile.

Dentro la coclea, l’organo dell’udito, vivono migliaia di minuscole cellule ciliate, simili a fili d’erba che si piegano al passaggio del suono. Un suono eccessivo le piega troppo, le affatica e rischia di spezzarle.

  • Flashbang (suono impulsivo): il colpo improvviso può causare un danno meccanico, come timpano perforato, ossicini disallineati o cellule ciliate danneggiate.
  • LRAD (suono intenso e prolungato): l’esposizione continua sottopone le cellule ciliate a un forte stress, con il rischio di danneggiarle in modo irreversibile. E nell’orecchio umano queste cellule non si rigenerano.

E all’equilibrio?

Nell’orecchio interno, accanto alla coclea, è presente il sistema dell’equilibrio. Suoni molto intensi, che si tratti di un’esplosione o di un tono prolungato, possono stimolarlo in modo anomalo: per questo dopo l’esposizione sono stati riportati in alcuni casi vertigini, nausea e mal di testa.

Cosa fare dopo un’esposizione a suoni molto forti

  1. Allontanati e cerca di stare in un posto silenzioso per far riposare l’udito.
  2. Non infilare nulla nel condotto uditivo.
  3. Se hai acufeni, sensazione di ovattamento, ti sembra di sentire meno, vai da uno specialista entro pochi giorni dal fatto.
  4. Fai un controllo dell’udito.

Danneggiare l’udito è molto più facile di quanto si pensi

In questo articolo abbiamo visto come le armi sonore possano danneggiare le nostre orecchie, ma per causare problemi uditivi possono bastare anche rumori molto meno intensi: pensiamo allo stress acustico a cui ci sottoponiamo ogni giorno, tra traffico, musica in cuffia e locali affollati.

Per questo, quando sappiamo che saremo esposti a rumori forti, usare protezioni dedicate è fondamentale per preservare l’udito.

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Flashbang e LRAD:
Francesco Pontoni 30 ottobre 2026
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